UN ALIENO tra noi. E’ il fanese Andrea Giomaro, classe 1974, professione “creatore di effetti speciali per il cinema”, volato in America lo scorso luglio dopo aver ricevuto una telefonata dallo staff di Prometheus, l’attesissimo film di Ridley Scott. E così, nell’ultimo lavoro del visionario regista britannico che non è altro che il prequel di Alien (ovvero racconta l’antefatto alle vicende narrate nella pellicola cult del 1979 diretta da Scott, con Sigourney Weaver) e la cui uscita è prevista per il 12 giugno prossimo, potremo ammirare gli alieni costruiti dal creativo fanese.
Lei lavora a Fano, una città di provincia, ha una piccola ditta individuale… come ha fatto il suo nome ad arrivare fino a Ridley Scott?
«E’ una lunga storia romantica, semplice e disarmante — dice Giomaro —: diciamo che me lo ha chiesto un amico… e ho chiuso un cerchio».
Quale cerchio?
«Guardi. Io mi sono appassionato agli effetti speciali fin da piccolino guardando “Alien” di Ridley Scott e “Terminator” di Shaun Hutson. E anche Ghostbuster. Così nel garage di casa ho cominciato a fare sta roba: avevo 12 anni… Al liceo i miei compagni di classe mi chiedevano di “truccarli” per le feste di Halloween, di creargli delle maschere. Ad un certo punto mi sono accorto che il mio semplice hobby mi portava via un sacco di tempo e di soldi: allora ho provato a farlo diventare un mestiere e ora sono ancora qui che smanetto. Non solo… smanetto nel secondo Alien di Ridley Scott, il “padre” della mia passione».
Scott ama gli effetti speciali italiani. Anche tra gli autori di quelli del suo primo Alien c’era un italiano…
«Eggià, Carlo Rambaldi. E’ anche per questo che le dicevo che per me si è chiuso un cerchio. C’è stato un passaggio di testimone, come in una staffetta».
In che senso?
«A 13 anni ho partecipato, distinguendomi, al concorso “disegna la creatura fantastica dei tuoi sogni” ideato da Rambaldi. Poi mi sono iscritto allo scientifico e quindi ad Ingegneria Elettronica in Ancona perché credevo di voler fare l’ingegnere. Infine ho deciso di trasformare il mio hobby in lavoro e così mi sono iscritto all’Accademia Europea degli Effetti Speciali di Terni diretta da Carlo Rambaldi, dove mi sono diplomato con il massimo dei voti. Dopo l’Accademia ho fondato una società di produzione di effetti speciali, la Logical Art e ho insegnato per un anno alla scuola d’arte di Terni. Qui ho conosciuto Walter Casotto, il mio allievo più promettente e volenteroso: nel tempo libero veniva a fare gavetta lavorando alla Logical. Fatta un po’ di esperienza il mio allievo è volato in America, che non è un Paese come l’Italia: lì se hai capacità arrivi. Lui ne ha da vendere. Ed è lui che mi ha chiamato per fare Prometheus».
Un intreccio pazzesco: Rambaldi fa Alien con Scott, con questo film lei si appassiona e trasmette la passione a Casotto, Casotto lavora con Scott e la richiama…
«Incredibile, no? Quando si dice il sogno americano. E lì è davvero un sogno, tanto che sto pensando seriamente di trasferirmici. Ma sa, con una moglie e due bimbe piccolissime… però non gli faccio una lira di danno, a pensarci bene».
Nemo profeta in patria.
«Esattamente. Si figuri che, oltre a creare effetti speciali, mi diletto anche in altre cose. Tipo: ho realizzato un cortometraggio di “genere morti” viventi intitolato “Betania”, un percorso psicanalitico che qui in Italia non s’è calcolato nessuno (a parte Pupi Avati che mi ha incoraggiato ad andare avanti nel progetto) mentre all’estero sta vincendo Festival su Festival. Proprio l’altro giorno mi hanno comunicato che è stato selezionato per un nuovo concorso».
Sono soddisfazioni…
«Certo. Sono molto contento soprattutto perché questi riconoscimenti coinvolgono diverse professionalità fanesi, di persone che mi hanno aiutato a realizzare “Betania”: hanno vinto Sonia Caselli come migliore attrice, Sabrina Bursi, Fulvio Mennella e Frederick Livi come musiche e canzoni originali, uno speciale ringraziamento ad Emanuele Renzi che ha curato la post del video facendo guadagnare al film anche un premio come migliore fotografia. I riconoscimenti più belli sono quelli come “Miglior Film” in quanto premiano l’operato di tutti. Se un film funziona ed è bello nel suo insieme vuol dire che c’è armonia e il merito è di ogni singola persona».
Orgoglio fanese.
FONTE
Tiziana Petrelli
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Urca! Super complimenti!!!!!!!
Posted by andrea lodovichetti | novembre 16, 2011, 9:29 pmVaaaaiiiii Andrea… Siamo tutti con te!!!!!
Posted by Daisy De Nardis | novembre 17, 2011, 11:42 amBhè grazie… sono un pò imbarazzato… cioè ci sono stato a Londra a lavorare a Prometeus ma ero solo una ruota del mega ingranaggio…(carne da macello come la chiamo io) ho contribuito solo in minima parte… ovviamente per me lavorare per la Fox ad un film di Scott era un sogno che si realizzava ma veramente ero l’ultima ruota del carro… anzi vorrei ringraziare ancora Valter Casotto e Conor O’Sullivan che mi hanno dato questa opportunità.
cmq…Esperienza fantastica! impossibile una cosa del genere in italia… sob!
Posted by andrea | novembre 17, 2011, 12:19 pmPrometheus si scrive con l’ “H”… che figura…
Posted by andrea | novembre 17, 2011, 12:55 pm