All’inizio del ‘900 il cinema è ormai una tecnologia affidabile. Nei decenni che precedono il primo conflitto mondiale si afferma come una forma d’intrattenimento di massa gestita secondo logiche industriali. Nascono in tutta Europa e in Italia case di produzione cinematografiche e di distribuzione che riforniscono i cinematografi ,spesso teatri temporaneamente destinati alle proiezioni, di filmati di finzione e documentari. Spettatori appartenenti ad ogni classe sociale riempiono quelle sale cinematografiche improvvisate. Girovagano su e giù per l’Italia impresari che con i loro baracconi ambulanti propongono la meraviglia delle immagini in movimento prima nelle piazze, durante le feste paesane e le fiere e più tardi nei caffè, nelle sale da ballo e infine, come dicevamo, nei teatri. Come scrive lo storico Gian Piero Brunetta in Guida alla storia del cinema italiano, “l’atto di nascita del cinema italiano coincide con un passaggio di fase fondamentale per la produzione e l’esercizio: abbandonato lo spettacolo ambulante il cinema si diffonde nelle città come un’epidemia”. Uno dei primi cinema a venir aperti è lo “Splendor” di Torino, nel 1898. Nel 1913 secondo alcuni calcoli approssimativi in Italia sarebbero stati in funzione seimila sale cinematografiche: è l’anno in cui la produzione nazionale, dopo un decennio di crescita impetuosa, si assesta su livelli più modesti di produzione prima del grande balzo in avanti che consentirà agli imprenditori italiani di esportare i loro film, come vedremo in seguito analizzando la filmografia marchigiana, in Europa e negli USA. Anche le Marche in quegli anni vengono visitate da impresari che con i loro spettacoli ambulanti filmano di giorno i luoghi più suggestivi di paesi e città e alla sera proiettano, spesso nel teatro cittadino, davanti ad un pubblico entusiasta e rumoroso le immagini di chiese, palazzi, monumenti e piazze. In un manifesto d’epoca conservato presso la biblioteca Federiciana di Fano si può leggere: “GRANDE ATTRAZIONE LOCALE. VEDUTA DEL PORTO DI FANO. Espressamente eseguita col CINEMATOGRAFO”. Mentre, allo stato attuale delle ricerche, (Materiali per una storia del cinema delle origini, V.Angelini-F. Pucci, 1981) la prima proiezione nelle Marche viene ospitata al Caffè Centrale di Ancona: ottobre 1896. Anche in altre città marchigiane, nel giro di qualche mese, vengono proposti spettacoli cinematografici: Pesaro, Fano, Jesi, Fermo. Nell’ottobre 1907 viene inaugurata a Pesaro il primo “vero” cinema: l’”Ideal”. Seguono Urbino, “Sala Pascolini”, Ancona, “Sala S.Cosma”, Fano, “Cinema del Corso” e Senigallia con il “Cinematografo Excelsior”. E poi Macerata e Fermo nel 1912. Per cui anche le Marche in questo primo decennio del nuovo secolo, nonostante l’arretratezza socio-economica, al pari di altre regioni italiane, possono vantare un numero cospicuo di sale. La nostra regione entra così di diritto nel circuito della grande distribuzione cinematografica nazionale. In quegli stessi anni il cinema diventa il primo vero mezzo di comunicazione di massa. Accessibile alle persone analfabete o poco acculturate. Il cinematografo consente di divulgare avvenimenti storici del passato e del presente proponendosi come un nuovo media accanto a giornali e riviste. Per la prima volta una gran massa di persone entra in contatto visivo con luoghi lontani e popoli sconosciuti. L’immaginario collettivo trova nel cinema un nuovo modello di alfabetizzazione. Gli impresari cinematografici e le loro case di produzione adeguano l’offerta alla grande domanda di cinema che proviene da un pubblico che affolla le sale sempre più numeroso. Accanto ai grandi colossal storici come Quo vadis? o La presa di Roma, sono in programmazione decine e decine di documentari sulle bellezze paesaggistiche e le città di tutto il mondo. Si girano film che hanno per tema le nuove tecnologie, le scoperte scientifiche più recenti, l’industria e lo sport. Sugli schermi scorrono le immagini di rivoluzioni, battaglie e campagne militari. Agli albori dell’industria cinematografica non c’è differenza tra fiction e filmati documentari. L’intero pianeta è ormai alla portata di tutti: basta pagare il biglietto e sedersi davanti ad un telo bianco. E anche le Marche iniziano a farsi conoscere grazie all’intraprendenza delle case di produzione romane, torinesi e milanesi.
Il 20 agosto 1904, viene presentato al Cinematografo Moderno di Roma Senigallia: sulla spiaggia, prodotto e diretto da Filoteo Alberini. Al cinema Cine-Parlante “Cavour” di Padova il 21 novembre del 1908 si proietta La cartiera di Fabriano distribuito a fine anno anche in Francia e Inghilterra. Prodotto dalla casa di produzione milanese SAFFI-Comerio il film esce anche con il titolo alternativo di Fabbrica carta e valori di Fabriano. Lo stesso anno al Cinematografo Edison di Vicenza, per l’esattezza il 6 ottobre, viene presentato Concorso ippico di Ancona, di cui non ci è pervenuto né il nome del regista né quello del produttore.
Se si esclude questa prima pellicola d’incerta attribuzione, con immagini che probabilmente mostravano solo l’ippodromo, il capoluogo marchigiano fa il suo esordio sugli schermi nel 1909; Ancona pittoresca, così s’intitola il film, è in programmazione, il 2 gennaio del 1909, al cinema “Edison” di Udine di proprietà di Luigi Roatto al quale forse si può far risalire anche la realizzazione e produzione della pellicola recensita lo stesso giorno dal quotidiano La Patria del Friuli che puntualizza come nel filmato si possa “fra l’altro assistere al sempre meraviglioso spettacolo del levare e tramonto (sic) del sole in mare”.
Due anni dopo un’altra troupe è ad Ancona per girare e per documentare gli scorci più suggestivi del capoluogo marchigiano Il film, prodotto dalla romana Latium Film, con il titolo di Ancona, viene proiettato anche in Austria, Germania e Gran Bretagna. Nel luglio del 1911 la rivista La Cinematografia Italiana ed Estera, pubblicata a Torino, presenta Ancona soffermandosi più sulle bellezze della città dorica che non sulle qualità artistiche del film: “questa interessante pellicola mostra agli occhi dello spettatore le bellezze della graziosa città Adriatica, che adagiata sui colli ridenti che scendono al mare, si rispecchia tutta nel largo bacino delle verdi sue acque”. Sembra quasi certo ipotizzare che la stessa troupe della Latium Film possa aver realizzato anche Pesaro e dintorni, girato in luglio dello stesso anno, in cui “sono riprodotte le bellezze di tre delle più interessanti città del mare Adriatico” come recita la frase di lancio della pellicola nel numero di luglio della rivista torinese La cinematografia Italiana ed Estera. Il film, della lunghezza di 120 mt., è distribuito in Austria, Germania e Gran Bretagna al prezzo di L. 150: con un supplemento di L. 12,50 è possibile averlo anche in copia virata. Sembra proprio che la provincia di Pesaro-Urbino agli inizi del primo decennio del secolo scorso furoreggi sugli schermi cinematografici di mezza Europa. Battendo sul filo di lana la casa di produzione rivale, la Cines realizza, sei mesi prima, Dall’Umbria all’Adriatico, che esce
in diversi paesi europei. Il The Bioscope di Londra loda l’eccellente qualità della resa fotografica del film ,”clear and sharp”, che è una sorta di road-movie lungo la valle del fiume Metauro: dal passo del Furlo a Fano.
A poche settimane dalla realizzazione di Ascoli Piceno, girato nell’ agosto del 1912, probabilmente la stessa troupe gira, in settembre, La valle del Tronto, prodotto, naturalmente, sempre dalla Cines in formato cortometraggio: 76 metri la lunghezza della pellicola. Quasi immediatamente il film è distribuito in Gran Bretagna, già da settembre, e alla fine di novembre attraversa l’Atlantico per essere proiettato negli Stati Uniti con il titolo di The Beatiful Valley of the Tronto. I commenti del Bioscope e del The Moving Picture World sono estremamente lusinghiere: il giornale londinese ne parla come di un “delizioso filmato che ci mostra vedute del mare Adriatico nel quale sfocia il fiume Tronto. Percorrendo la valle verso le sorgenti del fiume, con le cascate d’acqua che scendono a precipizio dalla montagna (…). Nel villaggio si possono vedere gli abitanti affaccendati nelle loro occupazioni quotidiane. La piazza del mercato offre lo spunto per interessanti e vive scene, il film termina con una vista della valle, proponendo sequenze del fiume Tronto dalle sorgenti fino al mare aperto” (5/10/1912). Più sintetici i critici americani che da New York, il 30 novembre dello stesso anno, invitano il pubblico alla proiezione con queste parole: “Interessante proiezione The Beautiful Valley of the Tronto ci fa rivivere un delizioso viaggio, partendo dalle sorgenti del fiume scendendo la valle nella quale sorgono molti pittoreschi ed antichi castelli ed altre affascinanti rovine del passato” Anche il Courier Cinématographique di Parigi loda La valle del Tronto per il “paesaggio incantevole” e la ”fotografia molto bella”. Il 1913 sembra essere “l’anno d’oro” per il cinema muto nelle Marche. In luglio è disponibile sul mercato l’ennesima produzione Cines dedicata alle Marche: esce infatti sugli schermi Nel centro delle Marche che il The Bioscope definisce, poco prima del suo lancio nel mercato cinematografico inglese: “ lovely views of a series of Italian life studies and very fine old architecture. A charming scenic”.
1914, la grande carneficina della prima guerra mondiale è alle porte. Nell’ultimo anno di pace per l’Italia, che entrerà nel conflitto un anno dopo, esce per la Cines Riviera Adriatica. Girato nel 1910, in dicembre per la precisione, il filmato è pubblicizzato dalla casa di produzione romana sul numero 74 della rivista settimanale Lux edita a Napoli. A pagina 74 si può leggere: “Le località più pittoresche dell’incantevole riviera Adriatica da Rimini a Fano. Caratteristici quadretti di costumi e di boschi, di pescatori e straordinari effetti di luce nelle marine con nuovi viraggi e colorazioni che rendono questa (sic) film un numero attraentissimo” Dal The Bioscope, apprendiamo della presenza nel filmato anche di altre località rivierasche come Cervia e Cesenatico.






Grazie Massimo! Articolo interessantissimo. Aspettiamo la 2° parte. A presto
Posted by Daisy De Nardis | novembre 15, 2011, 8:51 pm